La storia di Carosello
1957:
Il 3 febbraio nasce Carosello. La sigla iniziale, prodotta dalla Incom, è
ideata e diretta da Luciano Emmer e Cesare Taurelli. I quadri dei siparietti
erano disegnati da Nietta Vespignani, moglie del pittore Renzo Vespignani.
Marisa D’Andrea ritiene che il disegno del teatrino era opera del marito,
Gianni Polidori (ma Emmer non ricorda), invece Flora Festa stira le tendine. Il
tutto venne girato in una notte, visto che si andava in onda la sera dopo. Gli
abbonati RAI al 31 dicembre 1956 sono 366.161. Carosello incassa 1.639.302.039
lire. Per la radio, invece, ben 5 miliardi. Tutte le scenette devono essere in
bianco e nero e in 35 mm. Le ditte mandano i film in 35 mm alla Sacis, che li
unisce in un unico programma e conserva poi un episodio di ogni serie. Carosello
va in onda tutti i giorni ad eccezione del Venerdì Santo e del 2 novembre,
giorno dei morti. Ogni settimana passano dalle 28 alle 35 scenette. Ogni
episodio di Carosello dura 2’ 15” (con al massimo 35” di pubblicità detto
anche codino) e costa al suo utente 1.500.000 lire. Ogni sera Carosello presenta
4 episodi. Quattro cicli contrattuali.
1958: La sigla viene modificata; è più corta, le tavole sono diverse e
diversa è anche la sigla di chiusura, sempre a cura della Incom. Quattro cicli
contrattuali.
1959: Nasce l’ANIPA, Associazione Nazionale Imprese Pubblicità
Audiovisiva, l’associazione cioè delle case di produzione. Nascono anche
Tic-Tac e Gong, contenitori di telecomunicati di 30” l’uno. I caroselli
diventano più lunghi, 2’ 30”. Il codino rimane fermo a 35”. Quattro cicli
contrattuali. Ascolto: 6.300.000.
1960: I caroselli ritornano a 2’ 15”, e il codino rimane a 35”.
Ogni sera, però, vengono presentati 5 episodi. Quattro cicli contrattuali.
Ascolto: 7.300.000.
1961: Il 4 novembre nasce il Secondo Canale della RAI. Arriva anche un
nuovo spazio pubblicitario, Arcobaleno. Quattro cicli contrattuali. Ascolto:
7.800.000.
1962: A gennaio la sigla viene cambiata. La Recta Film di Cesare Taurelli
e Vittorio Carpignano ne idea una nuova, con disegni eseguiti a tempera da
Manfredo Manfredi raffiguranti quattro celebri piazze italiane (Venezia, Siena,
Napoli e Roma). Quattro cicli contrattuali. Nasce Intermezzo, programma
pubblicitario del Secondo Canale; ogni sera cambia la cornice, sempre animata,
affidata alle grandi case di produzione del tempo: Paul Film, Pagot, Gamma Film,
ecc. In ogni Intermezzo quattro episodi. Per Carosello quattro cicli
contrattuali. Ascolto: 8.300.000.
1963: Ascolto: 8.200.000.
1964: Nasce Girotondo, spazio pubblicitario legato alla Tv dei Ragazzi.
Si passa a sei cicli contrattuali. Ascolto: 8.500.000.
1965: Si calcola che l’audience di Carosello sia superiore ai 10
milioni di telespettatori. Sei cicli contrattuali.
1966: Sei cicli contrattuali. Ascolto: 10.400.000.
1967: Sei cicli contrattuali.
1968: Nascono altri due nuovi spazi pubblicitari, Doremi e Break. Le
percentuali dei generi di Carosello sono quest’anno: comico-brillanti 52%,
animati 37%. Tutto Carosello dura 68 ore, 3’ 45”; pari al 2,8% del totale
dei programmi televisivi. Sei cicli contrattuali.
1969: Carosello viene sospeso tre giorni per la strage di Piazza Fontana.
Sei cicli contrattuali.
1970: Break si sdoppia e nasce Break 2, trasmesso dal Primo Canale prima
del Tg della notte. Sei cicli contrattuali.
1971. Una selezione di Carosello viene presentata il 5 settembre al Museo
d’Arte Moderna di New York, per iniziativa della Sipra. Sei cicli
contrattuali.
1972: Sei cicli contrattuali.
1973: Ogni carosello dura ormai 2’ 05” (e il codino 30”). Sei cicli
contrattuali.
1974: Il 3 gennaio nasce l’ultima versione della sigla, sempre ad opera
della Recta Film, disegnata da Manfredo Manfredi. E’ solo più corta, con la
musica resa più “moderna” da Marcello De Martino. Ogni carosello dura 1’
40”. Sei cicli contrattuali.
1975: Riforma della RAI. Sei cicli contrattuali.
1976: Nell’agosto un’indagine del settimanale Epoca ritiene che su 19
milioni di italiani che guardano Carosello, ben 9 sono bambini, e l’80% di
questi pretende che i genitori comprino i prodotti reclamizzati. Dal 1968 al
1976 hanno lavorato a Carosello ben 106 case cinematografiche. Solo quest’anno
si calcola che il 57% dell’intera produzione filmata italiana è Carosello.
Raffaella Carrà viene strapagata con un cachet di 80 milioni per una serie
pubblicitaria. Sei cicli contrattuali.
1977: Ogni carosello costa al suo utente 6.800.000 lire. Il 1° gennaio
va in onda l’ultimo Carosello. La rubrica viene sostituita da Spazio F.
Tratto da “il grande libro di Carosello” di Marco Giusti, Sperling &
Kupfer Editori.