La società a colori è quella formata da tutti noi 'giovani del nuovo millenio', una società che ha tanto da invidiare alla vecchia società in 'bianco e nero'. Lo sviluppo tecnologico, la globalizzazione, sono tutti fenomeni che hanno modificato profondamente la società, trasformando la vita in una sfrenata corsa 'contro il tempo'. 

Questa società dovrebbe farsi un severo esame di coscienza sulle colpevoli omissioni di cui si è macchiata. Non è accettabile infatti che un giovane tronchi la propria  esistenza sul nascere; alla base di una scelta così insana, non può che esservi un vuoto esistenziale nato dalla mancanza di valori, della fiducia in sé e nelle proprie capacità. 

Un giovane che si suicida ha paura del confronto con il Mondo esterno perché si sente, a priori inadeguato. E questo succede perché i modelli imposti dalla nostra 'cara società' si rivelano troppo pensati e problematici. 

I giovani, talvolta, temono una società concorrenziale come quella odierna, una società che premia l'omologazione a standard di vita considerati universalmente positivi ed emargina chiunque vada controcorrente o sembra diverso…ad esempio coloro che vedono vestirsi o usare modi di essere diversi da quelli che la società impone. 

Si è analizzato il problema dei giovani, perchè sono loro il futuro, quindi è nelle loro mani 'il destino di questa società' !

Con questo stravolgimento di valori, il vecchio e un tempo amato Carosello, viene violentemente messo da parte, per fare spazio ad un sistema publicitario intento a 'bombardare' tutti noi, con ripetute e assurde pubblicità, i cui protagonisti, non assomigliano ne a Calimero, ne tanto meno al Gigante buono, anzi sono personaggi sempre più 'strani e anonimi' subito dimenticati proprio perchè 'insignificanti'!

Proprio per questo in alcune pubblicità moderne spesso si intravedono spot che nostalgicamente raccontano una storia ispirandosi a quelle di un tempo non ancora dimenticate. A volte incuriosiscono, magari riprendono un vecchio slogan o si rifanno ad alcuni personaggi che sono rimasti nella memoria collettiva. 

Marco Giusti osserva ad esempio che "Christian De Sica dietro al bancone" nello spot per Parmacotto, in onda qualche anno fa, "si ispirava a suo padre Vittorio e ad Alberto Sordi". Anche ai giorni nostri "Il gigante amico" della Ferrero salva la merenda dei bambini di un tranquillo villaggio, proprio come faceva 30 anni fa, quando sventava i piani del malefico Jo Condor, però non è lo stesso, questo perchè la società si è 'trasformata' o meglio sfortunatamente 'rovinata'!.