La società in bianco e nero
La società in bianco
e nero, la vecchia società italiana, era quella del dopoguerra, questo è un
dettaglio fondamentale per capire quanto è stato importante il loro
‘lavoro’ non solo per la storia dell’italia ma soprattutto per noi,
appartenenti alla ‘società a colori’, dato che grazie a questo lavoro
ora ci troviamo in una situazione di pace e tranquillità.

Per descrivere la storia di questa società, la si rapporta alla storia della
publicità italiana, in quanto la stessa nasce e cammina parallelamente alle
esigenze economiche, sociali, politiche e culturali di un paese.
Le prime
comunicazioni pubblicitarie (al tempo chiamate reclame) iniziano a diffondersi
con la nascita dei giornali tra la metà dell’Ottocento e gli inizi del
Novecento. Sulle ultime pagine dei quotidiani, quali la "Domenica del
Corriere", la "Tribuna Illustrata" e l’"Illustrazione
Italiana".
Essa arrivò in televisione il 3 febbraio del 1957, ma una norma della
Concessione tra il Ministero delle Poste e la RAI
prevedeva che gli spazi pubblicitari non potessero superare il tetto del 5% del
tempo di trasmissione totale. Si pensò che una massiccia dose di pubblicità
televisiva avrebbe potuto danneggiare gli altri mezzi (giornali, cinema,
manifesti, …) che traevano profitto, in parte o del tutto, dalla vendita di
spazi pubblicitari. Per questo, le pubblicità vennero ‘ghettizzate’ in un
contenitore che ebbe, però, un grande successo e diventò anche occasione di
sperimentazione di linguaggi e personaggi, nonché un vero fenomeno di costume: Carosello.